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Dagli anni ’50 la sua carriera conosce un lento declino interrotto talora da film di successo (L’isola nel sole, 1957 Ivanhoe, 1951) che la inducono ad abbandonare il set cinematografico per dedicarsi sempre di più alla televisione.Altri film: Notti del Decamerone, 1953, di H. Fregonese; Un certo sorriso, 1958, di J. Neguesco; Quattro donne aspettano, 1959, di R.

Diretto dal regista italiano Mauro Borrelli, approdato a Hollywood come concept designer dei film di Francis Ford Coppola e Tim Burton, The Ghostmaker ha il retrogusto amaro della promessa mancata. Si presenta come il tipico horror a bassissimo budget, uno di quei film saldamente ancorati alle radici del cinema di genere, un classico “B movie” che sopperisce alla mancanza di mezzi economici con le trovate visive creative di un autore abituato a lavorare sulla forma artistica. Infatti, la fotografia dalle tonalità bluastre contribuisce a suscitare una lugubre atmosfera da teatro degli orrori, che il marchio artigianale del prodotto rinsalda, in un interessante omaggio all’horror italiano degli anni Sessanta e Settanta, in stile Mario Bava..

Ma non ha certo rinunciato alla carriera per la famiglia: nel 2009 la ritroviamo nella commedia romantica La verità è che non gli piaci abbastanza, nel misterioso progetto ideato da Stanley Kubrick Lunatic at Large, e per non farsi mancare il genere action nei panni della sensuale e felina nuova assistente di Tony Stark Natasha Romanoff, detta anche Black Widow (Iron Man 2). Nel dicembre 2010, dopo appena due anni di matrimonio, divorzia da Reynolds. Questo però non ferma la sua fervente attività professionale: in uscita nel 2012, altri interessanti lavori: La mia vita è uno zoo, commedia di Cameron Crowe (e con Matt Damon) ispirata a una storia realmente accaduta, e The Avengers, attesissimo film supereroistico firmato da Joss Whedon.

L’ultimo a cimentarsi nel nobile sport del Churchill playing è Gary Oldman, che lo coglie nella tarda primavera del 1940 e in quella che fu certamente la sua ora più buia. Chi meglio di un vampiro per sopravvivere all’oscurità dell’epoca? E come un redivivo Joe Wright lo introduce al pubblico, schiudendo le tende e lasciando che la pallida luce londinese lo accechi dentro il suo letto e davanti la più abbondante delle colazioni. Ma a questo giro non è Gary Oldman a ridursi in polvere ma le illusioni di un avversario feroce che ha sottovalutato la resilienza britannica e il potere della lingua di Shakespeare..

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