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Ray Ban Highstreet 2180

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Sarà una commedia sul tema della famiglia, da girare il prossimo autunno, o nella primavera 2012. E mi piacerebbe che fosse lo stesso regista del corto, Giovanni Bufalini, ad affrontare l’impegno.E il cinema degli altri, il cinema italiano degli “autori”, che rapporto ha con te?Sono sincero. Io non ho fatto parte del cinema italiano degli ultimi anni, e non è stato per mia volontà.

Evidentemente le potenzialità del dialogo tra riproduzione dal vero e animazione, insufflate di nuova vita dal digitale che per sua stessa natura elimina le barriere dei due dispositivi, sono ancora da esplorare.Ed è allora curioso che, al di là dell’originalità della storia e della banalità del tema di fondo (la presunta genuinità dell’esperienza umana), sia proprio la fantasia a porre i problemi più complessi nel film di Folman. stato giustamente notato da più parti che The Congress rischia di assopire lo spettatore proprio nel momento in cui si passa dal mondo reale a quello animato, e mano a mano che l’immaginazione dell’autore si scatena. Questo dimostra che la fantascienza non è solamente trasgressione della norma(lità) bensì un più ampio gioco di negoziazioni tra la capacità di stupire, trascendere e la solidità degli universi rappresentati.

Grazie a un vertiginoso movimento di macchina (dal fango di un giardino semi abbandonato alla trasparenza aerea delle nuvole) ritroviamo i responsabili del massacro nella vicina Xiamen, nel tentativo di ricostruirsi una vita. C’è Bijue che aiuta come può i pescatori della zona (sembra aver perso qualche rotella a causa di un incidente durante la fuga), il rude Dao che trascorre i suoi giorni a bordo di un taxi, e infine il misterioso Feng, il più giovane del gruppo, che ha deciso di sfidare la sorte facendosi assumere come assistente poliziotto. Vivono insieme in una piccola casa vicino al molo, ognuno in cerca della redenzione di cui è capace, prendendosi cura di una bambina rimasta orfana per colpa loro (Tail).

“Conoscevo Claudio perché è stato protagonista del mio Il venditore di medicine, dunque la sua bravura non mi ha stupito”, afferma Morabito. “Con Marco invece non avevo mai lavorato prima, e dopo averlo incontrato ho riscritto mezzo copione per incorporare nel personaggio di Franco alcuni aspetti della sua personalità ironica”.C’è un ragazzo che corre laggiù sprofondato nella sua felpa e nella fuga prospettica di una Roma torbida come il Tevere in cui ripara per sfuggire la polizia. Perché Enzo Ceccotti non corre “in aiuto di tutta la gente dell’umanità”, non ancora almeno.

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