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Ray Ban Vista

Ray Ban

Il detective Welles, uomo integro la cui unica trasgressione consiste nel fumo clandestino di qualche normale sigaretta, riceve un incarico particolare. Deve scoprire se il film trovato nella cassaforte di un riccone deceduto da poco sia o meno uno snuff movie, cioè un film in cui le sevizie e gli omicidi non sono simulati ma veri. Da qui parte un’indagine che lo porterà a visitare un inferno reale difficilmente immaginabile.

Because of his age and rare blood type, he says he would have died before reaching the top of the waiting list for a new kidney. So, urged by family and friends, he went to China’s capital, Beijing, in 2006. Within one week, he received a new kidney.

Esponente di un cinema popolare pieno di slanci generosi come di vizi ricorrenti, l’autore napoletano rimuove la Storia e fa agire i suoi personaggi in un vuoto pneumatico. Se a mancare nel film è il motore collettivo, ridotto a esterni da “presepe” e a schermaglie da condominio, Una festa esagerata incoraggia quanto meno il cambiamento individuale del protagonista che si ribella alla voracità dei ‘cari estinti’ e alla sclerosi spirituale di Napoli. In linea col (consueto) cinema popolare italiano, Una festa esagerata esprime senza complessi la sua natura di spettacolo: gratuito, scoppiettante, colorato.

No chance, risposero. Allora finsi di piangere per commuoverli e promisero di provarci”. Elvis però arrivò davvero: “Indossava Ray Ban gialli che in Italia non si vedevano, camicia blu con colletto e polsini neri, catena d’oro al collo che sembrava di una bici tanto era grossa”.

Nel 1978 realizza come regista Interiors, film dalle atmosfere crepuscolari che, come i successivi Settembre (1987), Un’altra donna con una intensa Gena Rowlands (1988) e, in parte, Alice (1990), rende esplicito omaggio a Ingmar Bergman, uno dei suoi registi preferiti, insieme a Federico Fellini al quale guarda per la costruzione di Stardust Memories (1980), opera dichiaratamente autobiografica narrata in flusso di coscienza come 8 e mezzo. Dopo il magico riferimento shakespeariano di Una commedia sexy in una notte di mezza estate (1982), gira il mockumentary Zelig (1983), finto reportage su un uomo camaleontico che trasforma anima e corpo secondo chi si ritrova vicino, mostrando un conformismo che ha molto a che vedere con la società contemporanea. Qualche anno più tardi riceve il secondo Oscar per il campione d’incassi Hannah e le sue sorelle (1986), successivo al divertente Broadway Danny Rose (1984) e a La rosa purpurea del Cairo (1985), omaggio a La palla n.

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